I centri d’allenamento delle squadre di Londra (Premier League)

palace

Una rubrica per quei tifosi che, una volta arrivati in Inghilterra, non vogliono limitarsi a visitare gli stadi, ma vogliono vedere da vicino dove si allenano i giocatori delle squadre inglesi. Un resoconto dettagliato  con indirizzi, foto ed informazioni utili per conoscere i centri sportivi dei club di Premier League.

Il nostro primo articolo si concentra su Londra e sui club che militano nella massima divisione.

Continue reading

Leicester, fine della corsa. Quella squadra di pippe guidata da un grande condottiero

1681jj

E’ finita con l’esonero la storia d’amore tra il Leicester City e Claudio Ranieri. Una delle storie calcistiche più belle di sempre. Una storia che col passare dei mesi, delle partite, dei gol è diventata leggenda. Un storia che non verrà rovinata da un esonero e che non verrà ridimensionata da un’eventuale retrocessione che anzi renderebbe l’impresa di Ranieri ancor più grande. Continue reading

Arsenal: ‘Wenger, maledetto il giorno che ti ho incontrato’

wenger

C’era una volta un allenatore venuto da lontano che stregò la Premier League. Un allenatore semisconosciuto, un allenatore che dopo qualche anno in Francia era emigrato in Giappone e che, tra lo scetticismo generale, aveva portato l’Arsenal sul tetto d’Inghilterra. Quell’allenatore, quel magnifico uomo di calcio, quel futurista del pallone rispondeva al nome di Arsene Wenger. Un uomo che ha rivoluzionato il calcio in Inghilterra, che ha segnato gli anni di inizio del nuovo millennio e che per primo ha rotto quel paradigma che oltremanica durava da troppi anni; quel modo di fare calcio che solo le squadre di Premier League ancora adottavano. Ha cambiato lo stile di gioco della sua squadra Wenger; non più palla al centravanti con lanci dalla difesa, non più ali veloci e centrocampo muscoloso. Wenger ha dato un’anima all’Arsenal, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza, una magnifica squadra che nel corso degli anni ha conquistato tre volte la Premier League e si è cucita addosso il soprannome di ‘INVINCIBILE’.

wen

Lo stesso allenatore però dopo il 2006, anno in cui i Gunners raggiungono la finale di Champions League, ha letteralmente distrutto la sua squadra. Ha compiuto una serie di grossolani errori, ha fatto scelte folli dal punto di vista sia tecnico che finanziario e ha fatto diventare l’Arsenal una squadra anonima che il massimo a cui può aspirare è il quarto posto. Ha vinto due FA Cup ma non verrà di certo ricordato per questo. I fallimenti di Wenger negli ultimi dieci anni sono macroscopici. La gestione tecnica completamente fallimentare. Milioni di euro spesi per giocatori anonimi che nei primi anni 2000 non avrebbero fatto neanche panchina nell’Arsenal degli invincibili. Un continuo voler investire sui giovani che ha portato negli ultimi tempi ad un ridimensionamento della squadra sia sotto il profilo tecnico che dal punto di vista delle ambizioni. Come si è potuto passare da giocatori come Sol Campbell, Partick Vieira, Dennis Bergkamp, Ray Parlour e Thierry Henry a Koscielny, Coquelin, Wellbeck, Elneny e Lucas Perez? Come è possibile che i continui fallimenti degli ultimi dieci anni non abbiano fatto fare un passo indietro a Wenger? I tifosi sono esausti. l’Arsenal, anche grazie al proliferare dei Social Network, è diventata lo zimbello del web. I grandi giocatori non sono attratti dai Gunners e i pochi che sono in rosa (Sanchez su tutti) aspirano a giocare in club con ambizioni maggiori. Eppure l’Arsenal è una big del calcio europeo. Ha un fatturato tra i maggiori d’Europa, uno stadio di proprietà con oltre sessantamila posti a sedere ed è uno dei club con più tifosi non sono in Inghilterra ma in tutto il Continente. Eppure non riesce a fare il salto di qualità a causa della gestione del suo manager, di quello stesso allenatore che aveva portato i Gunners in paradiso e ora li sta trascinando nella mediocrità. ‘Specialista in fallimenti’. Così Josè Mourinho ha etichettato Wenger durante una conferenza stampa di qualche anno fa. Un’etichetta forte, una frase certamente poco nobile, ma quantomai azzeccata. Wenger sta fallendo. Sta fallendo terribilmente. Sta ridimensionando l’Arsenal. Sta svendendo la sua squadra. Sta portando avanti un progetto fallimentare che sta facendo crollare l’appeal per uno dei brand più famosi del football inglese. Riuscite ad immaginare un top player che lascia una grande squadra per passare all’Arsenal? Chiudete gli occhi e immaginatevi Tony Kroos con la maglia dei Gunners; o Dybala; o Griezmann. Impossibile. La causa? Le ambizioni del club. Le ambizioni ridimensionate del club. Le ambizioni che Arsene Wenger ha distrutto negli ultimi anni. L’Europa è un miraggio in termini di ambizioni: ottavi di finale e poi stop. La Premier League? Se non l’ha vinta nella passata stagione giocando senza avversari quando mai l’Arsenal potrà vincerla con il ritorno di Chelsea, Manchester United e Manchester City? La strada segnata da Wenger sembra una lunga via fatta di annate mediocri da cui sembra impossibile uscire. La soluzione c’è ma difficilmente verrà presa nel giro di poco tempo. Allontanare Wenger e cambiare allenatore, cambiare mentalità. Dare un nuovo respiro a questa squadra, a questi tifosi a quest’ambiente ormai abituato alla mediocrità.

wenger-out

Una soluzione che in molti aspettano da tempo e che però tarda ad arrivare. Così facendo inoltre il tecnico francese, non solo ha -irrimediabilmente- rotto quel giocattolo che un tempo era perfetto, ma ha anche fatto dimenticare ai più quanto di buono avesse fatto fino al 2006. I ricordi sono ormai offuscati dai pessimi risultati della squadra. L’Arsenal degli invincibili e stato sotterrato dall’Arsenal delle sconfitte, dei 5-1 a Monaco di Baviera, dei 4-0 a Southampton, dei quarti posti e dei ko con goleada contro le big (Chelsea e Manchester United su tutti). Le FA Cup vinte contro Hull City e Aston Villa sono quasi passate inosservate in confronto alle sconfitte contro Watford (sempre FA Cup) o Olympiakos (Champions League). Anche quel poco di buono fatto negli ultimi anni viene dimenticato in fretta quando i fallimenti superano le -obbiettivamente poche, pochissime- vittorie. Nel giro di poco più di vent’anni Wenger è riuscito a prendere in mano una squadra non abituata a vincere, portarla nell’Olimpo dei grandi e farla precipitare all’Inferno. Fare un passo indietro a volte non è una sconfitta ma una resa leale. Quello che sperano in molti è che Wenger possa ‘arrendersi’ e lasciare questo fantastico giocattolo in mani migliori delle sue.

Chasing Klopp

wagner-esultanza

David Wagner vuole raggiungere il suo migliore amico Klopp in Premier League con il suo Huddersfield.

Quando nel novembre del 2015 David Wagner lascia il ruolo di allenatore del Borussia Dortmund II e viene nominato manager dell’Huddersfield Town, il club del West Yorkshire si trova in una condizione disastrosa; dopo quattro salvezze consecutive, ottenute sempre con fatica, i Terriers si trovano in fondo alla classifica ed il presidente Dean Hoyle nomina il tedesco per dare una svolta alla stagione, con quella che lo stesso tecnico definisce “la scelta più coraggiosa perché ha assunto un pazzo e sconosciuto tedesco”.

Wagner infatti è un allenatore giovane senza nessuna esperienza di prima squadra; dopo una carriera discreta in Bundesliga, decide di laurearsi in scienze e biologia dello sport, pratica molto diffusa in Germania per gli ex calciatori, per comprendere meglio i metodi di allenamento che gli venivano imposti dai suoi allenatori. Una volta laureato, Jurgen Klopp, suo compagno di stanza per 4 anni ai tempi del Mainz nonché suo testimone di nozze, lo fa assumere come allenatore della squadra riserve del Borussia Dortmund nel 2011 (la selezione under 23 che milita nelle serie minori). Quando Wagner si dimette nel 2015 a stagione in corso la stampa parla di un suo imminente approdo a Liverpool come assistente del suo fraterno amico, di cui condivide impostazione ed idee calcistiche, invece il 5 novembre viene ufficializzato il suo approdo all’Huddersfield Town.

wagner-klopp

Viene accolto in Inghilterra con comprensibile scetticismo, ma alla base della scelta del presidente di assumerlo c’è l’idea di imprimere una filosofia ed un’identità ben precisa alla società per fare il salto di qualità necessario per uscire dalla mediocrità. E Wagner è l’uomo giusto per un progetto così ambizioso: dopo una settimana dal suo arrivo è già evidente la sua impronta ed il suo stile aggressivo, doppie sedute e giocatori istruiti a giocare ad alta intensità per tutta la gara, con uno stile molto simile al gegenpressing di Klopp. Le idee vengono assorbite bene dalla squadra che riesce ad ottenere una tranquilla salvezza nella passata stagione.

Il grande passo però è quello compiuto quest’estate: Wagner, dopo aver acquistato tra definitivi e prestiti 13 giocatori, il giorno del raduno prestagionale preleva senza nessun preavviso l’intera rosa per portarla in Svezia in un’esperienza di sopravvivenza su un’isola disabitata. Calciatori e staff si sono trovati in un arcipelago sperduto, senza tecnologia, bagni o qualsiasi tipo di aiuto eccetto delle canoe per spostarsi da isola ad isola; insieme hanno dovuto procurarsi acqua, cibo, costruire le tende e collaborare per sopravvivere nel nulla per 5 giorni. L’obiettivo di Wagner era farli uscire dalla loro confort zone per fare in modo di creare un vero gruppo, far conoscere meglio tra di loro i giocatori per aumentare l’affiatamento, unirli per un obiettivo comune in modo da abituarli a lottare anche in campo come una sola unità.

wagner-sweden

I frutti di un lavoro così mirato si sono subito fatti vedere: senza avere grandi giocatori, con una rosa da salvezza, l’Huddersfield gioca con un’intensità incredibile vincendo 8 delle prime 11 partite (tra cui la trasferta di Newcastle ed il derby a Leeds). Anche tra i tifosi torna l’entusiasmo, nella prima giornata al John Smith’s Stadium si sfiorano i 20000 spettatori, la migliore performance per il primo match-day dalla stagione dal 1970/71; i Terriers iniziano a sognare un campionato di alto livello, magari levandosi lo sfizio di poter arrivare sopra gli acerrimi rivali Peacocks, anche loro in una buona annata con il tecnico Garry Monk, per la prima volta dal 1962.

Proprio settimana scorsa nel ritorno dello Yorkshire derby contro il Leeds, avviene il secondo episodio che ha contribuito a creare il mito di Wagner tra i supporters dell’Huddersfield: all’89 minuto, sul punteggio di 1-1, il difensore centrale Hefele segna la rete decisiva per i Terriers e Wagner scatta per 50 metri verso i suoi giocatori per esultare con loro, in perfetto stile Kloppiano. Mentre il tedesco torna verso la sua area tecnica Monk lo insulta e i due vengono alle mani, ne nasce un’enorme rissa e la conseguente espulsione dei due tecnici, ma Wagner è ormai nei cuori dei suoi tifosi.

gif

La vittoria contro i rivali, sia storici che di classifica, porta l’Huddersfield, che sabato ospiterà il City di Guardiola negli ottavi di FA Cup, nella sua attuale terza posizione, in piena zona playoff a 6 lunghezze dalla zona promozione diretta, attualmente occupata da Newcastle e Brighton; nel finale di stagione proveranno ad insidiare il duo di testa ma in caso di mancato aggancio ci saranno i playoff, nei quali i Terriers proveranno a tornare in prima divisione 46 anni dopo e chissà che non riescano a farlo in una finale da sogno a Wembley proprio contro il Leeds, attualmente quinto in classifica, guidati dal loro stoico condottiero Wagner, che in una piccola cittadina del West Yorkshire sta coltivando il suo sogno di raggiungere l’amico Klopp in Premier League.

Dieci punizioni di David Beckham

beckham

Dal punto di vista tecnico il tiro da fermo è una delle situazioni più interessanti del calcio. Ogni punizione rappresenta una sfida diversa per il tiratore, che in pochi secondi deve valutare le diverse variabili per arrivare nel modo più efficace al risultato, il gol. Fondamentalmente si tratta di superare la barriera posizionata dal portiere avversario con una traiettoria che possa risultare vincente per precisione ed inventiva. Per farlo è necessario equilibrare al meglio l’effetto e la potenza del calcio al fine di disegnare il tiro più funzionale a quella determinata situazione. Continue reading

Sorry, who is Sir Matt Busby ?

busbyy

Immaginate di essere un vecchio tifoso del Manchester United che si aggira dalle parti di Stretford, nei pressi di Old Trafford, il 20 gennaio del 2017, un venerdì qualunque senza nessuna partita. Ci siete voi, i locali che vivono di calcio e che si riempiono solo nel match day, quando lo United gioca in casa, qualche passante ed un pugno di turisti. Ecco adesso figuratevi la scena in cui uno di questi passanti o turisti, completamente ignaro della storia o delle dinamiche del football, trovatosi casualmente a passare di lì vi guardi e non resista nel chiedervi chi possa mai essere stato questo Sir Matt Busby a cui è intitolata la strada in cui sorge quello che tutti chiamano “The Theatre of Dreams”, Old Trafford, uno degli impianti calcistici più gloriosi ed intrisi di storia al mondo. Continue reading

Cambio stemma: quando a Cardiff una rondine diventò un dragone

cardiff_city_badge_redesign-large_trans_nvbqzqnjv4bq2oueflmhzzhjcyuvn_gr-bvmxc2g6irfbtwdjolshwgNelle ultime ore si fa un gran parlare del cambio di stemma della Juventus. La notizia, come è giusto che sia, è rimbalzata sui principali mezzi di informazione, sportivi e non, finendo per aprire un grande dibattito sui principali social network. Il logo è senza dubbio rivoluzionario e non rispecchia in alcun modo la tradizione dei bianconeri. Via la zebra, via il colore giallo, via la corona. I tifosi non sembrano gradire e hanno già espresso in diverse sedi la loro indignazione. Continue reading

Le maglie 2015-16 delle squadre di Londra

West Ham HomeLa stagione 2015-16 è appena iniziata ed ecco che vi mostriamo i nuovi kit delle squadre londinesi. Manca ancora qualcosa, ma per la maggior parte siamo pronti. Per un approfondimento ulteriore su sponsor tecnici, cambiamenti, nuove uscite vi rimandiamo al miglior sito del settore: Passione Maglie.

 

Continue reading

Danilo Stavola: gli occhi dello Swansea sull’Italia

danilo stavolaPer continuare il nostro viaggio nelle professioni legate al calcio, in particolare quello britannico, abbiamo intervistato Danilo Stavola, napoletano, 26 anni e già un ottimo curriculum nel mondo del football. Abbiamo cercato di raccontarvi che cosa vuol dire essere uno scout, e cosa comporta intraprendere questo tipo di avventura. Buona lettura. Continue reading

Princes Park, breve riflessione sugli stadi britannici

dartford - princes park1a cura di Alessandro D’Agostino (Show me the way to Plough Lane)

È luogo comune asserire che gli stadi moderni sono tutti uguali e spesso brutti. L’assunto non è privo di fondamento, purtroppo, e forse bisognerà aspettare una cinquantina d’anni prima che queste strutture guadagnino quella patina del tempo che conferisce ad uno stadio un fascino particolare: “Eh, quei bei vecchi tempi dei primi anni al New York Stadium…!” borbotteranno i vecchi tifosi del Rotherham tra mezzo secolo, scambiandosi occhiate d’intesa. Continue reading