Leicester, fine della corsa. Quella squadra di pippe guidata da un grande condottiero

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E’ finita con l’esonero la storia d’amore tra il Leicester City e Claudio Ranieri. Una delle storie calcistiche più belle di sempre. Una storia che col passare dei mesi, delle partite, dei gol è diventata leggenda. Un storia che non verrà rovinata da un esonero e che non verrà ridimensionata da un’eventuale retrocessione che anzi renderebbe l’impresa di Ranieri ancor più grande.

Si perché il Leicester City non solo ha vinto lo scorso campionato contro il Manchester City degli sceicchi, contro il Chelsea dei rubli di Abramovich, contro la prepotente ascesa della banda di Pochettino, ma ha vinto contro gli Dei del calcio. Ha vinto contro tutti e tutti, ha battuto le leggi dello sport, ha sconfitto la fisica e annichilito la logica. Una squadra di giocatori semisconosciuti, una banda di matti, un team che l’anno prima si è salvato per miracolo ha trionfato nel più bel campionato del Mondo. E lo ha fatto senza avere campioni in squadra, senza un mercato roboante, senza investimenti faraonici, senza uno stadio da sessantamila posti e senza una rosa all’altezza di quell’impresa. Una rosa che forse non è adeguata neanche per restare in Premier League. E lo sta dimostrando quest’anno. Ed è qui che Ranieri è stato determinante. Nel far diventare undici giocatori scarsi, una squadra che è riuscita a scalare l’Everest e a regalare alla storia di questo fantastico sport una delle pagine più belle di sempre. Molti giocatori mediocri, alcuni particolarmente scarsi e qualche buon elemento che però sotto la sapiente ala di Ranieri sono diventati, almeno per una stagione, dei fenomeni.

Il calcio di oggi però si sa non aspetta nessuno. Quando i risultati non arrivano è l’allenatore a pagare. Non importa che quell’allenatore abbia portato il Leicester sul tetto d’Inghilterra. Non importa che quell’allenatore abbia fatto diventare una squadra di pippe la miglior squadra d’Inghilterra. Ranieri è stato esonerato dopo una sconfitta in Champions League, competizione che pochi mesi fa non era neanche nei sogni dei tifosi delle Foxes e che oggi è realtà. Il business che gira intorno al mondo del football però non concede attenuanti. Se le cose non vanno si rischiano danni economici e bisogna cambiare in fretta.

Ranieri però meritava un’altra chance. La meritava per quello che ha dato a questa squadra e a questa città. Lo meritava per i vecchietti che sono tornati allo stadio; per i giovani che hanno visto la propria squadra nei bassifondi delle categorie inferiori e che ora possono dire di aver ascoltato dal vivo la musichetta della Champions. Lo meritava per i bambini a cui ha regalato un sogno. Lo meritava per aver fatto conoscere la città di Leicester nel Mondo. Lo meritava perché se chiudiamo gli occhi e pensiamo al Leicester City ci viene in mente lui, Claudio Ranieri, l’allenatore che ha reso possibile tutto questo. L’allenatore che ha riscritto al storia del calcio inglese e mondiale. L’allenatore che ha vinto la Premier League con una squadra di pippe.

 

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